
Vitaly Petrov ha conquistato la sua prima vittoria in GP2 Series, con il suo compagno di squadra Giorgio Pantano al suo fianco sulla pista di casa della Campos Grand Prix a Valencia. Petrov ha bruciato quasi tutti gli altri concorrenti al via di gara 1, con gomme da asciutto in condizioni variabili, davanti a Pantano che è riuscito, nel finale, a tenersi dietro Kazuki Nakajima.
I tre hanno tratto il massimo da una partenza caotica con alcuni piloti combattivi davanti ad altri più conservativi che avevano optato per le gomme da bagnato. Le condizioni meteo sono migliorate via via fino al traguardo, dove Nakajima è giunto alla collisione con Pantano.
Con un acquazzone a compromettere la gara di supporto nel primo pomeriggio e pesanti nuvole nere a coprire il circuito, i team non erano sicuri sulle gomme da scegliere in partenza: Timo Glock e Luca Filippi, partiti secondo e terzo sulla griglia, hanno optato per una strategia conservativa, mentre Nakajima ha rischiato ed è partito con le slick dalla pole. Al via, c'è stato un breve scroscio di pioggia e la prima curva è stata difficile, considerando la differenza di mescole tra il gruppo.
Il pilota giapponese è scattato facilmente davanti a gruppo in prima posizione, dopo una partenza stentata da parte di Glock e Filippi, tenendo dietro il resto del gruppo: Nicolas Lapierre è partito altrettanto male dal quarto posto ed è stato immediatamente colpito da un veloce Lucas di Grassi. Petrov e Pantano, partiti 8° e 10° rispettivamente, si portavano subito alle sue spalle, con Hirate in mezzo ai due della Campos. Presto Petrov e Pantano passavano entrambi i piloti giapponesi e si portavano nelle prime due posizioni, davanti a Nakajima e ad un sorprendente Martinez che aveva approfittato del caos nelle prime curve per portarsi da 19° a 4°.
Filippi e di Grassi sono stati i primi a rientrare ai box per montare le gomme da asciutto, presto seguiti da molti altri. Ma la mossa non ha favorito il brasiliano, che ha presto esagerato a spingere per recuperare il divario dal gruppo e si è ritrovato insabbiato.
Con di Grassi fuori dalla gara, Glock non aveva nulla da perdere e rimaneva forse troppo a lungo in pista con le gomme da bagnato, perdendo molte posizioni e lanciandosi in una rimonta che lo avrebbe poi portato al settimo posto. Nelle prime tre posizioni i distacchi iniziavano ad aumentare e anche la sosta ai box non modificava la situazione. Alle spalle, invece, Filippi aveva problemi e veniva superato, dopo una lunga lotta, da Borja Garcia, rallentava visibilmente e alla fine era costretto a parcheggiare a lato della pista.
Alle spalle di Petrov, Pantano, Nakajima e Martinez, gli altri padroni di casa Borja Garcia e Andy Soucek, davanti a Timo Glock e al poleman di domani Javier Villa, mentre il giro più veloce andava a Karun Chandhok dopo essersi fermato per montare gomme nuove.
Nonostante i piloti della Campos cullassero i loro trofei come bambini all'unisono, l'uomo più veloce nel paddock era probabilmente Glock, giunto settimo, con due punti cruciali ad una manche sola dalla conclusione. Con il suo rivale per il titolo che partirà molto indietro, Glock ha già una mano sul campionato.